Candy's history: la vera storia delle caramelle!

Candy's history: la vera storia delle caramelle!
Prodotto amato da grandi e piccini, le caramelle sono ormai un oggetto che consideriamo comune e abituale, ma non sempre è stato così. Vediamo come queste prelibate perle di dolcezza sono arrivate a noi e come pian piano ci hanno conquistato, diventando da prodotto esclusivo dei nobili a cibo per tutti.

Le caramelle sono un cibo che consumiamo abitualmente, tanto che alcuni di noi le mangiano anche tutti i giorni, con buona pace dei dentisti. Alla frutta, al latte, aromatizzate, balsamiche, senza zucchero: centinaia sono le diverse variazioni in cui le possiamo trovare.

Ma non è sempre stato così, specialmente in Europa. Infatti le prime “antenate” delle attuali caramelle arrivarono nelle nostre terre soltanto dopo le Crociate, nell'XI secolo, quando i soldati che tornavano dal vicino Oriente arrivarono in patria portando delle barrette di zucchero di canna. Da queste probabilmente deriva anche il nome “caramella”: infatti esse venivano denominate “canna mellis”, termine latino che indicava appunto lo zucchero di canna, successivamente trasformato in “calamellus” e infine nell'odierno “caramella” dai piemontesi.

A quei tempi, però, lo zucchero era un materiale rarissimo, che solo i nobili potevano permettersi. La scoperta e la colonizzazione delle Americhe permise alla merce di diffondersi, anche se in tempi molto dilatati. E' interessante sapere che inizialmente lo zucchero non era in polvere, bensì importato in panetti conici dai quali, poi, veniva grattata la quantità di zucchero che serviva.

Fu solo tra il XVII e il XVIII secolo che si perfezionarono le tecniche di estrazione dello zucchero dalle barbabietole che permisero di ottenere un prodotto bianco e facilmente solubile, in sostanza ciò che utilizziamo ancora oggi, e che resero perciò possibile poter creare anche le caramelle.

Sempre in quel periodo si diffuse anche l'utilizzo del cacao e il suo settore di produzione trovò il giusto terreno per stabilirsi nelle grandi città europee, come ad esempio Torino, dove fu costituita l'Università dei Confettieri e Acquavitai per concessione di Re Carlo Emanuele III.
Il Confetturiere Piemontese, del 1790, descrive così il procedimento per fare le caramelle:
"cuocendo il zuccaro alla cottura detta caramel".
Croccante e non appiccicoso.

Nell'800 le caramelle erano prodotte col torchio. Una volta raggiunta la temperatura corretta il composto di zucchero e acqua si versava in una cornice posta su un piano di marmo leggermente unto, dopo di che si inseriva il ripieno su metà del caramello, ormai parzialmente indurito, prima di sovrapporvi l'altra metà. La lastra così ottenuta era poi passata sotto una pressa e successivamente le caramelle venivano ritagliate, separate e incartate una ad una, tutto manualmente. Gradualmente venivano elaborate sempre nuove aromatizzazioni, dall'orzo alla crema fino ad arrivare alla frutta, con arancia, ciliegia, menta, limone e fragola che la facevano da padroni.
Fu a fine '800 che venne inventato il tipico incartamento detto a farfalla, con la carta stampata rigirata sui due lati e legata da piccoli nastrini ornamentali.

Nell'ultimo secolo il settore dolciario, e nello specifico quelle delle caramelle, fanno passi da giganti arrivando ad inventare continuamente nuove tipologie, nuovi abbinamenti aromatici e nuove proprietà benefiche.

Ora le caramelle le troviamo ovunque, in ogni piccolo e grande negozio di alimentari, cartolerie, edicole, perciò in fondo è strano pensare che solo un centinaio di anni fa fosse merce pregiata destinata a persone ricche.

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